Non più di 2,5 i metri che separano il rover della Nasa Curiosity dal suo primo bersaglio sulla superficie del pianeta rosso. Si tratta di una roccia,
grande quanto un pallone da calcio e su di essa verrà condotto il primo
test del trapano montato sul braccio del robot-laboratorio.venerdì 21 settembre 2012
Curiosity ad un passo dal suo primo obiettivo
Non più di 2,5 i metri che separano il rover della Nasa Curiosity dal suo primo bersaglio sulla superficie del pianeta rosso. Si tratta di una roccia,
grande quanto un pallone da calcio e su di essa verrà condotto il primo
test del trapano montato sul braccio del robot-laboratorio.giovedì 20 settembre 2012
L'ultimo viaggio dello shuttle Endeavour
mercoledì 19 settembre 2012
La sonda Juno completa la seconda fase della missione
La missione Juno
è giunta già alla sua seconda fase. La sonda della Nasa ha completato
con successo la manovra di avvicinamento all'orbita della Terra, da cui
spiccherà il grande salto per raggiungere Giove. Ma questo non accadrà
prima del 2016.lunedì 17 settembre 2012
Space Shuttle Endeavour preparativi per il volo Finale
I Manager hanno rimandato il Volo di Trasferimento a Mercoledi 19 Settembre. Il fronte di bassa pressione nel Nord del Golfo del Messico sta generando temporali lungo la traiettoria di volo prevista. I gestori terranno un altro briefing meteo alle ore 11 EDT di Martedi 18. Rientrati questa mattina gli astronauti a bordo della ISS
Sono rientrati questa notte alle 4.52 ora italiana (alle 6:52 ora di Mosca) tre dei sei astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale: il cosmonauta Gennady Padalka e gli ingegneri di volo Sergei Revin (Roscosmos) e Joe Acaba (Nasa).martedì 14 agosto 2012
L'APOCALISSE arrivera' tra 16,7 miliardi di anni
venerdì 26 agosto 2011
Il risveglio del mostro stellare
Quel pianeta è un diamante
La scoperta è avvenuta quasi per caso mentre i ricercatori, armati di radiotelescopi, scrutavano la Via Lattea a caccia di pulsar (stelle rotanti di enorme massa ma dal diametro di pochi chilometri, che emettono fasci di onde radio in corrispondenza dei poli). Durante l’osservazione, il team di astronomi ne ha notata una “diversa” dalle altre, nella costellazione del Serpente, a 4 mila anni luce dalla Terra: è la PSR J1719-1438, il cui fascio di onde radio viene alterato dal campo gravitazionale di un pianeta compagno: il "grande diamante". La scoperta di questo pianeta è stata riportata oggi su Science, in uno studio cui hanno partecipato diversi enti di ricerca, tra cui l’Osservatorio Astronomico di Cagliari dell’Inaf.
Come spiegano gli scienziati, si tratta di un sistema binario, e i dati rilevati dalle onde radio forniscono molte informazioni che permettono di ricostruire la storia della sua formazione. Il periodo orbitale del pianeta intorno alla pulsar è di appena un’ora e dieci minuti, il diametro dei due oggetti celesti è di 60 mila chilometri per il pianeta, e di 20 chilometri per la stella, la loro massa è in entrambi i casi decisamente elevata a dispetto delle loro piccole dimensioni, la loro distanza tra i due è di 600 mila chilometri e, infine, l’altissima velocità di rotazione della pulsar è di 173 giri al secondo.
Tutte queste caratteristiche farebbero pensare che il pianeta in questione fosse in origine una stella massiva. Stella che, trasferendo materia alla sua compagna e facendola ruotare più velocemente su se stessa, l’avrebbe trasformata in una millisecond pulsar ad alta velocità, declassando invece se stessa al rango di nana bianca (le più comuni sono proprio al carbonio-ossigeno). Col tempo, poi, la nana bianca avrebbe perso anche i suoi strati più esterni e leggeri, “trasformandosi” in un piccolo pianeta.
Quel poco che rimane oggi della sua massa originale - l’elevata densità rilevata e la sua composizione chimica - fanno pensare che possa essere costituito dalla preziosa pietra. Fino ad oggi si sono scoperti in tutto tre corpi celesti con queste caratteristiche (il primo è stato chiamato proprio Lucy). In effetti, la loro formazione si deve a condizioni straordinarie. La rarità delle millisecond pulsar con un pianeta massivo compagno indica che la produzione di questi pianeti esotici sia un’eccezione e non la regola.
SOPRA TROVATE IL VIDEO
mercoledì 24 agosto 2011
Fallito lancio Progress
Dopo quarantatrè missioni perfettamente riuscite, è successo quello che nessuno si aspettava, e cioè un problema di approvvigionamento per la ISS. Bentinteso, non siamo in alcuna situazione critica, dato che nella serie di spedizioni dei rifornimenti verso la Stazione è comunque prevista la possibilità di un mancato arrivo, ma diciamo che gli astronauti si sono giocati il jolly...
Il lancio sembrava rientrare nella solita routine dei decolli di vettori Soyuz da Baikonur, ma all’avvio del secondo stadio, accensione che doveva durare per quattro minuti, è giunto al controllo dei motori il comando anticipato di spegnimento. Dato che il veicolo non aveva ancora raggiunto un’orbita stabile si è verificata una rovinosa caduta verso terra e uno schianto in territorio russo. Pare che i detriti siano caduti nel Distretto Choysky della Repubblica russa di Altai, al confine con Mongolia e Cina; la detonazione all’impatto è stata talmente potente da infrangere i vetri delle abitazioni a chilometri di distanza! Fortunatamente nessuno è stato colpito o ferito dai detriti.A bordo erano presenti circa tre tonnellate di rifornimenti così suddivisi:
- 1260 kg di rifornimenti “secchi” (cibo, vestiti, attrezzature, ricambi)
- 930 kg di propellenti
- 420 kg di acqua
- 50 kg di ossigeno e aria
La Progress M-12M è partita alle 1300 UTC e il suo volo è durato meno dei nove minuti necessari per raggiungere l’orbita. I contatti dal centro controllo sono stati persi dopo 325 secondi di volo e da lì non si hanno avute altre conferme, tanto meno il segnale di separazione della capsula.
La Progress 44P doveva attraccare alla ISS venerdì, dopo un paio di giorni di inseguimento orbitale.
Una commissione d’inchiesta è subito entrata in azione per stabilire in modo preciso le cause del disastro e per confermare l’affidabilità dei vettori: principalmente per chiarire se possano esserci eventuali rischi per gli equipaggi che utilizzano un vettore molto simile a quello che oggi ha fallito il lancio. In caso di rinvii nel prossimo lancio previsto per il 21 settembre, verrà anche ritardato di conseguenza anche il rientro dell’equipaggio precedente, attualmente ancora previsto per l’8 settembre. E questo è il punto dolente della situazione attuale: un solo vettore disponibile per raggiungere la ISS, ma con questo fallimento, non c’è più modo di arrivarci finché non si trova una spiegazione ed una eventuale soluzione al problema.Queste sono le statistiche con cui dovrà fare i conti l’astronautica:
- Primo fallimento Progress verso la ISS
- Primo fallimento su 116 di una missione verso la ISS
- Primo fallimento in assoluto di un cargo Progress dal 1978 (135 missioni)
P.S.: dopo tutte le accuse di scarsa sicurezza verso lo Shuttle e la conseguente chiusura del programma, il primo lancio Soyuz/Progress del dopo-Shuttle fallisce… sembra una beffa…
martedì 23 agosto 2011
PREPARATIVI PER DRAGON
I 2 MAGNIFICI
La preparazione per l’esposizione nei musei prosegue quindi secondo i programmi e Discovery sarà il primo a lasciare il KSC la prossima primavera alla volta dello Smithsonian di Washington.
giovedì 28 luglio 2011
Un asteroide fa compagnia alla Terra da 10mila anni
Si chiama 2010 TK7 ed è un troiano. Tranquilli, questa volta non si tratta di una strategia di invasione tra popoli, né di un virus che minaccia i nostri computer. Il nuovo arrivato è un asteroide del diametro di 300 metri che si è 'agganciato' all'orbita terrestre, condividendo con il nostro pianeta il moto di rivoluzione intorno al Sole. "Nuovo" per modo di dire: sono passati almeno 10mila anni dall'inizio del nostro viaggio con TK7, ma gli astronomi lo hanno individuato solo da poco.Con il termine troiano, gli astronomi indicano quindi un corpo celeste che condivide con un pianeta l’orbita. La scoperta del nuovo asteroide ha dato un certo lustro alla nostra Terra, che può ora vantare un compagno troiano alla pari di quelli che seguono Giove, Marte e Nettuno. Ad individuare TK7 è stato un gruppo di astronomi guidati da Martin Connors, dell’Athabasca University, che hanno analizzato a lungo i dati forniti da Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer), il satellite infrarosso targato Nasa. I primi sospetti sono stati poi confermati da osservazioni con telescopi ottici da terra. Si è scoperto, così, che il troiano avanza lungo l'orbita della Terra precedendola di due mesi. Le oscillazioni dell'asteroide infatti sono legate strettamente ad una coordinata dello Spazio ben precisa, chiamata punto lagrangiano L4. Questo significa che TK7 ha raggiunto una situazione di quasi-stabilità, in cui si mantiene sempre entro un certo intervallo di distanza dal nostro pianeta. I catastrofisti si mettano l'animo in pace, significa che non c'è nessun rischio di tamponamento: il troiano non si avvicinerà mai a più di 24 milioni di km da casa nostra nei prossimi 100 anni almeno. “Tuttavia, TK7 è un troiano solo temporaneo”, ha spiegato Giovanni Valsecchi, astronomo dell’ Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica), “e in questo è differente, per esempio, dai troiani di Giove. Questi ultimi, infatti, sono in buona parte su orbite sostanzialmente stabili, parliamo di tempi scala nell’ordine della vita del Sistema Solare. L’oggetto appena scoperto, invece, è su un’orbita attualmente di tipo troiano, ma instabile». Vuol dire che il nuovo compagno della Terra non sarà sempre fedele al nostro pianeta. Prima o poi abbandonerà la sua orbita, anche se non è ancora ben chiaro quando. Le previsioni degli astronomi si fermano intorno all'anno 9000 che, tutto sommato, non è proprio dietro l'angolo. Insomma, c'è ancora parecchia strada da fare insieme.
Risolto il mistero della pioggia su Saturno

Gran parte dell'aureola di vapore si disperde nello spazio, ma la percentuale rimasta è sufficiente a far cadere una sottile pioggia sul vicino Saturno e sulle altre lune che si trovano a incrociare l'orbita dell'anello. Precipitando attraverso l'atmosfera del pianeta, le gocce spaziali riescono a raggiungere persino i livelli più bassi della sua atmosfera, dove condensano in piccole nuvole ormai invisibili ai telescopi.
venerdì 2 aprile 2010
PREPARAZIONE LANCIO STS-131

venerdì 19 marzo 2010
STS 131 IN PARTENZA VERSO ISS
A causa delle temperature molto basse al Kennedy Space Center, è stato deciso di rinviare il trasferimento nel VAB dello Shuttle Discovery che dovrà eseguire la Missione STS-131 con il MPLM Leonardo.Attualmente la data più probabile per lo spostamento è il 22 febbraio, con almeno 10 giorni di ritardo. La precedente data prevista per il lancio era il 18 marzo, e a causa di questo inconveniente dovrebbe passare al 25-28 marzo. Data la partenza prevista di una Soyuz per il 2 aprile, e ferma restando la norma che impedisce che qualsiasi veicolo si avvicini o si allontani durante il periodo di ormeggio di uno Shuttle, la STS-131 è costretta a spostarsi al dopo attracco della Soyuz alla ISS.La nuova data prevista è il 5 aprile, Lunedì dell'Angelo. Dato inoltre che ogni giorno di ritardo nel decollo comporta un anticipo nella finestra lancio di circa 24 minuti, si avrebbe nuovamente un lancio notturno. L'ora prevista è infatti fissata per le 6:27 di mattina locali, 41 minuti prima dell'alba. Per noi sarebbero le 12:27. Tutto il calendario di questa missione avrebbe quindi il seguente svolgimento:* 22 febbraio rollover verso il VAB* 2 marzo rollout verso il pad* 5 marzo prova countdown* 26 marzo Flight Readiness Review* 5 aprile (12:27 CEST) lancio* 18 aprile (6:30 CEST) atterraggio.lunedì 8 febbraio 2010
SHUTTLE ENDEAVOUR VERSO ISS
Dopo il rinvio di ieri Domenica 7 febbraio ecco che lo Space Shuttle Endeavour missione STS 130 è appena partito dal Launch Pad 39A del Kennedy Space Center. Lancio in perfetto orario, avvenuto alle ore 4:14 am EST (10:14 ita). Spero lo abbiate visto anche voi su NASA TV, i lanci in notturna sono molto spettacolari (guardate il video del lancio in coda al post). Adesso Enadeavour è in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale dove arriverà tra un paio di giorni. La missione consegna il Nodo 3 (Tranquillity) e la Cupola all'avamposto spaziale. Quello di oggi che avete visto è stato l'ultimo lancio in notturna della navetta spaziale americana. I successivi lanci fino al termine del programma Space shuttle avverranno durante il giorno.domenica 29 novembre 2009
SHUTTLE ATLANTIS ATTERRATO AL KSC MISSIONE CONCLUSA

http://www.nasa.gov/ntv STS-129 è stata l'ultima missione del 2009 (129° del programma Space Shuttle, 31° missione dell'Orbiter Atlantis e 31° missione Shuttle verso la Stazione Spaziale Internazionale).Il prossimo volo del programma della navetta spaziale americana è previsto per il febbraio 2010, Endeavour STS-130, che porterà sulla Stazione il Node 3 (Tranquillity) e la Cupola. Ma abbiamo tempo per parlarne più diffusamente in futuro.
lunedì 16 novembre 2009
VIDEO STS 129 LANCIO ATLANTIS
QUESTO VIDEO MOSTRA IL LANCIO DELLA MISSIONE STS 129 DELLO SHUTTLE ATLANTIS VERSO LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE DETTA ISS.
FONTE VIDEO YOU TUBE
sabato 24 ottobre 2009
ASTRONAUTI AMERICANI SU NAVICELLE CINESI

Ecco perché negli stati uniti si sta pensando alla possibilità di utilizzare un’ altra navicella disponibile per il trasferimento di astronauti in orbita: la shenzhou del programma spaziale cinese.
Il “VASCELLO DIVINO”, che è già stato inviato tre volte in orbita con a bordo i cosmonauti cinesi tramite un razzo vettore lunga marcia 2F, deriva dalla russa soiuz, pur con alcune radicali modifiche; gli basterebbe l’ aggiunta del modulo di attracco universale già applicato alla navicella russa, per andare ad agganciare la stazione spaziale internazionale.
Oltre alla navicella cinese, si pensa di usare la vincitrice del cots (commercial orbital transportation service). Un veicolo navetta che verrà realizzato appositamente per scopi commerciali.
La questione è anche economica: un volo con la shenzhou potrebbe costare meno persino rispetto a un volo con la soiuz russa.
LEROID CHIAO, ex astronauta nasa e veterano di voli shuttle, di origine cinese, ha detto che questa soluzione sarebbe sensata.
Lo spazio è un buon veicolo per la cooperazione mondiale, e la Cina ormai dimostra di essere una nazione spaziale emergente, ma che già compiuto importanti passi avanti.
Bisogna avere una visione globale: procedere da soli è ormai un concetto superato. Per adesso però, nulla di concreto e solo ipotesi, anche perché restano comunque alcune barriere politico-strategiche da superare. Ma le discussioni per una possibile cooperazione in ambito spaziale, a quanto pare proseguiranno in futuro.
ALLA PROSSIMA DE GABRIELE IW6DLY
giovedì 15 ottobre 2009
COMPLETATO IL ROLLOUT ATLANTIS
Completato il rollout, Atlantis si trova ora sul launch pad 39/A pronto per queste ultime settimane di preparazione al lancio. E' previsto per stanotte alle 0114 UTC il lancio del cargo Progress 35P.Partirà dal Cosmodromo di Baikonur quando in Italia saranno le 3:14. Le immagini di Hubble hanno 'promosso' l'asteroide Pallas a protopianeta.La superficie non uniforme, con la possibilità che siano presenti crateri da impatto, la forma tondeggiante e comunque la possibilità che sia una struttura dinamica lo fa assomigliare più ad un quasi-pianeta che ad un grosso sasso misto a ghiaccio.Martedì scorso la band degli U2 ha fatto il CAPCOM per la ISS. Come si vede nella foto qui allegata (Fonte: U2), Bono e The Edge si sono accomodati alla postazione del CAPsule COMmunicator e si sono intrattenuti con l'equipaggio della Stazione Spaziale. Oltre all'ISS Mission Control Center hanno visitato anche le altre installazioni del Johnson Space Center di Houston.
sabato 26 settembre 2009
ALLA RICERCA DELLE GALASSIE ANTIMATERIA

Oltre a rilevare lontane galassie composte esclusivamente di antimateria, l’AMS verificherà anche le attuali teorie principali sulla materia oscura, una sostanza invisibile e misteriosa che costituisce l’83% della materia dell’Universo. Cercherà inoltre gli strangelet [particelle di materia strana], una forma teorica di materia ultramassiva contenente i cosiddetti strange quark [quark strani]. Conoscere meglio gli strangelet sarà utile agli scienziati nello studio dei microquasar e permetterà di accertare l’esistenza di piccoli buchi neri primordiali in evaporazione.
La presenza di tutti questi fenomeni esotici può essere tradita dai raggi cosmici ad altissima energia che emettono – particelle che l’AMS è abilissimo a rilevare.
“Per la prima volta, l’AMS misurerà con altissima precisione raggi cosmici ad elevata energia” spiega il premio Nobel Samuel Ting, fisico al Massachusetts Institute of Technology, che ha concepito l’idea dello AMS e ne ha guidato la realizzazione dal 1995.
Galassie di antimateria, materia oscura, strangelet — sono solo i fenomeni che gli scienziati già conoscono. Se la storia insegna, le scoperte più eccitanti saranno fenomeni che nessuno ha ancora immaginato. Proprio come i radiotelescopi e i telescopi all’infrarosso rivelarono eventi cosmici invisibili ai telescopi ottici in uso fin ad allora, l’AMS potrà mostrarci un nuovo volto del cosmo.
“Ci addentreremo in territori mai esplorati,” dice Ting. “Le scoperte possibili sono inimmaginabili”.
Ting ama confrontare l’AMS con gli acceleratori di particelle ad alta energia, come quello del CERN di Ginevra in Svizzera. Questi dispositivi sotterranei non rilevano i raggi cosmici che sfrecciano a elevatissime velocità nella galassia, ma producono loro stessi particelle utilizzando un’enorme quantità di elettricità. Il CERN e l’AMS applicano essenzialmente lo stesso trucco per studiare le particelle: un intenso campo magnetico per defletterle, e lastre di silicone e altri sensori all’interno dei rilevatori per seguirne le traiettorie curvilinee. Da questi sensori fuoriescono terabyte su terabyte di dati, che vengono fagocitati da supercomputer al fine di determinare massa, energia e carica elettrica di ogni particella. Il supercomputer è una delle ragioni per cui l’AMS deve essere installato sulla Stazione Spaziale Internazionale, invece di essere lanciato come satellite a se stante. L’AMS genererà una quantità di dati troppo grande per essere trasmessa sulla terra, pertanto dovrà portarsi dietro un computer con 650 CPU per elaborare le informazioni in orbita. In parte a causa di questo computer gigante, l’AMS necessita di 2,5 kilowatt di energia — molto più di quanto possano fornire i pannelli solari normalmente usati per i satelliti, ma certamente non troppo per i 100 kilowatt disponibili sulla ISS. In pratica, l’AMS è un rilevatore di particelle multiuso trasportato nello spazio,” afferma Ting.Esistono tuttavia due importanti differenze tra l’AMS e gli acceleratori di particelle sotterranei. In primo luogo, l’AMS capterà particelle, come nuclei pesanti, con livelli di energia molto più elevati di quanto possano gestire gli acceleratori. L’acceleratore di particelle più potente del mondo, il Large Hadron Collider del CERN, può far scontrare particelle con una energia combinata di circa 7 tera-elettronvolt (TeV, una unità di misura dell’energia comunemente usata nella fisica delle particelle). I raggi cosmici invece possono avere un’energia di 100 milioni di TeV o più. L’altra importante differenza consiste nel fatto che gli acceleratori producono collisioni tra le particelle per studiarle, mentre l’AMS analizzerà particelle provenienti dallo spazio profondo per conoscere meglio il cosmo.
Ad esempio, un mistero che da tempo assilla i cosmologi è il caso dell’antimateria mancante. Secondo i migliori modelli fisici attuali, il Big Bang dovrebbe aver prodotto antimateria in quantità identica alla materia. Allora dov’è finita tutta l’antimateria? Non può essere vicina a noi, perché se così fosse vedremmo emissioni di brillanti Raggi X ogni volta che l’antimateria e la materia vengono a contatto, annichilandosi. Una spiegazione possibile è che esistano remote galassie costituite interamente da antimateria. Poiché l’antimateria non ha un aspetto diverso dalla materia ordinaria, gli astronomi non sarebbero in grado di dire se una galassia lontana sia fatta di materia o antimateria semplicemente osservandola. L’AMS, però, sarebbe in grado di trovare evidenze schiaccianti dell’esistenza di galassie di antimateria; basterebbe che rilevasse anche solo un singolo nucleo di anti-elio o un elemento più pesante di antimateria.
Le collisioni dei raggi cosmici nei pressi della Terra possono, in effetti, generare particelle di antimateria, tuttavia le probabilità che queste collisioni producano un nucleo di anti-elio sono così insignificanti che il ritrovamento di anche solo un nucleo di anti-elio sarebbe altamente indicativo della esistenza di una regione remota dell’universo dominata da antimateria, dalla quale il nucleo sarebbe arrivato fino a noi. Altri strumenti, come il satellite italiano PAMELA, si sono messi alla caccia dei nuclei di anti-elio, ma nessuno di loro è sufficientemente sensibile per poter escludere l’esistenza di galassie di antimateria. L’AMS ha infatti una capacità di raccolta di particelle 200 volte superiore a qualsiasi dispositivo finora utilizzato. Secondo Ting, se l’AMS non capterà neanche un nucleo di anti-elio, ciò significherà che non esistono galassie di anti-materia nel giro di circa 1000 megaparsec — che è come dire, fino ai limiti dell’Universo osservabile.
Un altro mistero che l’AMS aiuterà a risolvere è la natura della materia oscura. Gli scienziati sanno che l’Universo è composto per lo più di materia oscura invisibile, e non di materia ordinaria, ma nessuno sa che cosa sia. Secondo una delle teorie principali, la materia oscura sarebbe costituita da particelle dette neutralini. Poiché le collisioni tra i neutralini dovrebbero generare grandi quantità di positroni ad alta energia, se l’AMS rilevasse un eccesso di positroni energetici potrebbe dimostrare che la materia oscura è davvero composta da neutralini.“Finalmente potremmo apprendere di cosa è fatta la materia oscura,” dice Ting.
LA NASA SCEGLIE IL CRATERE PER L' IMPATTO LUNARE

L’LCROSS cercherà il ghiaccio sprofondando la parte superiore del razzo Centaur nelle ombre permanenti di Cabeus A, dove l’acqua potrebbe essere intrappolata in forma congelata. LCROSS poi volerà attraverso la nuvola di materiale proiettato in alto dall’impatto e misurerà le proprietà di questo materiale prima di scontrarsi a sua volta con la superficie lunare.
Il team di LCROSS ha selezionato Cabeus A basandosi su un insieme di circostanze che comprendono l’illuminazione favorevole alla visibilità da Terra della nuvola di residui, in modo che gli astronomi possano osservare molto attentamente l’impatto. Cabeus A inoltre possiede un’alta concentrazione di idrogeno (un costituente dell’acqua, H2O) nonché un terreno in piano, con dolci pendii e assenza di grandi massi.E’ previsto che molti astronomi professionisti osserveranno l’impatto dai loro Osservatori, tra i quali l’Infrared Telescope Facility ed il telescopio Keck nelle Hawaii, gli osservatori Magdalena Ridge ed Apache Ridge nel New Mexico e l’osservatorio MMT in Arizona. Altri spettatori dell’evento saranno il telescopio spaziale Hubble, recentemente rinnovato, e la sonda LRO.
Ma anche gli astrofili dotati di telescopi da 10-12″ possono osservare l’impatto, che però avverrà (ndr guardacaso!) in orario favorevolissimo solamente agli spettatori americani, dato che da noi sarà pieno giorno… (ecco la fase della Luna al momento dell’impatto, catturata da Stellarium)
“I telescopi della campagna osservativa potranno osservare l’evento da differenti punti di vista, usando i tipi diversi di tecniche di misura” dice Jennifer Heldmann, responsabile della campagna di osservazione di LCROSS al centro Ames “Queste osservazioni multiple saranno di complemento ai dati della nave spaziale LCROSS per aiutare a determinare se c’è o no ghiaccio di acqua nel cratere Cabeus A“.
In occasione del briefing dell’11 settembre, Daniel Andrews, Project Manager dell’LCROSS presso l’Ames Center, ha fornito un aggiornamento sullo stato della missione: la nave spaziale è in perfette condizioni ed ha abbastanza combustibile per compiere con successo tutti gli obiettivi della sua missione. Andrews ha inoltre annunciato che la missione LCROSS verrà dedicata alla memoria del famoso giornalista Walter Cronkite, recentemente scomparso, colui che ha da sempre fornito la copertura completa di informazioni sulle missioni della NASA, dall’epoca dei primi programmi spaziali della serie Mercury, fino all’età delle navette spaziali Shuttle.
Il figlio, Chip Cronkite, dice: “Papà sarebbe fiero di partecipare, anche solo con il nome, all’impresa di riportare l’uomo sulla Luna ed oltre”.
“Stiamo aspettando con ansia la data del 9 ottobre ma anche i 14 giorni che rimangono saranno emozionanti!”.
martedì 22 settembre 2009
UN ASTEROIDE PERICOLOSO IN RETROMARCIA
venerdì 11 settembre 2009
LO SHUTTLE DISCOVERY DURANTE IL RIENTRO

a causa delle cattive condizioni del tempo il rientro sulla Terra è stato rimandato. Con delle notizie flash seguiremo senza soluzione di continuità tutte le fasi dell'atterraggio dello shuttle Discovery.
11 sett 18.01 L'equipaggio del Discovery sta attendendo il "GO" per cominciare la discesa sulla Terra al momento si prevedono 2 possibilità per discendere in Florida e 2 in California. Questo lo schemetto delle possibilità
DEORBITA ATTERRAGGIO
FLORIDA 22.41 23.48FLORIDA 23.17 01.23CALIFORNIA 01.47 02.53CALIFORNIA 03.23 04.28
Queste le 4 finestre previste, dipenderà dal meteo nei due stati americani, che come si può vedere nella cartina qua sotto non presenta nulla di buono. John, iw6atq
11 sett 09.18 La Nasa ha deciso che farà un altro tentativo durante la giornata di oggi di far scendere il Discovery in Florida al Kennedy Space Center. Purtroppo le condizioni meteo non sono delle migliori pertanto si sta prendendo in considerazione la possibilità di far rientrare il Discovery alla base Edwards in California
martedì 8 settembre 2009
LO SHUTTLE STA LASCIANDO ISS

domenica 6 settembre 2009
COMPLETATA L'ULTIMA PASSEGGIATA DELLA ISS

GRANE PER I MOTORI DEGLI SHUTTLE
+Test+Firing.jpg)
In foto un impressionante test di funzionamento eseguito sui motori SSME allo Stennis Space Center, in Mississippi.
sabato 5 settembre 2009
GIORNATA UN PO DA BRIVIDO

venerdì 4 settembre 2009
LA NUOVA PASSEGGIATA SULLO SPAZIO

FONTE ASTRO WORLD
I LAVORI SU ISS PROSEGUONO
mercoledì 29 luglio 2009
ASTRONAUTI ENDEAVOUR GIUNTI ALLA PASSEGGIATA FINALE
SHUTTLE ENDEAVOUR LASCIA ISS RIENTRO VENERDI
Cape Canaveral (Florida), 28 lug. (Ap) - Dopo 11 giorni passati in orbita, lo space shuttle "Endeavour" si è staccato dalla Stazione Spaziale Internazionale "Alpha" per iniziare la fase di ritorno verso la Terra: il rientro, condizioni meteo permettendo, è previsto per venerdì.
Gli astronauti hanno completato il montaggio dell'ultimo modulo del laboratorio spaziale giapponese "Kibo", oltre ad aver cambiato gli accumulatori di uno dei pannelli solari e fissate delle parti di ricambio all'esterno della stazione: L'Iss è così completa all'83% e il lavoro rimanente dovrà essere portato a termine nelle prossime sette missioni, che metteranno fine al programma Shuttle.
Da notare che in orbita i due equipaggi sono stati composti da un totale di 13 persone, un record per la presenza umana nello spazio. Un affollamento poco usuale e reso scomodo dal guasto di una delle due toilette di bordo - del costo ciascuna di oltre 15 milioni di dollari - della Iss, riparata dopo tre giorni.
Infine, lo shuttle non sembra aver riportato danni dai frammenti distaccatisi dal serbatoio principale al momento del decollo: un'ulteriore verifica verrà effettuata dall'equipaggio prima della fase di rientro nell'atmosfera. La Nasa ha tuttavia sospeso ogni ulteriore lancio fino a che non saranno state accertate le cause della perdita di materiale, avvenuta in una zona del serbatoio finora mai interessata da un simile problema.
SPACE SHUTTLE ENDEAVOUR SGANCIATO DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE







